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6. CONSIDERAZIONI FINALI

Il materiale prodotto non si propone certo come definitivo, ma semplicemente come base su cui lavorare per continuare a riflettere: questo, per varie ragioni.

Naturalmente, la prima considerazione riguarda l'ormai certo rinvio del previsto riordino dei cicli, con relativa probabile revisione delle indicazioni sui nuovi curricoli. A noi è sembrato comunque opportuno fare una riflessione sull'intero curricolo, poiché, al di là di quella che sarà la collocazione dei contenuti all'interno del percorso formativo (ci sarà la ripetizione del "programma" così come avviene attualmente o il biennio finale dell'obbligo completerà un percorso unico? che divisione sarà stabilita tra i segmenti formativi?), il problema di sviluppare in verticale un ragionamento sulla didattica della Storia si pone comunque, dettato dal "materiale umano" con cui abbiamo a che fare: gli alunni e il loro sviluppo, anche in ordine all'apprendimento della Storia, restano gli stessi ed un segmento formativo non può ignorare o dare semplicemente per scontato ciò che ha fatto il precedente o farà il seguente.

La seconda serie di osservazioni è invece relativa a tutti gli aspetti che la mancanza di tempo e la complessità del lavoro intrapreso non hanno consentito di affrontare se non in accenno. In particolare, il curricolo prodotto va integrato con la definizione e/o l'elaborazione di

  • altri moduli tematici, di moduli o studi di caso finalizzati (in verticale) alla costruzione di specifiche competenze e concetti chiave
  • ipotesi di impiego di materiali alternativi (di tipo audiovisivo e a struttura ipertestuale) per la costruzione di operatori spazio/temporali
  • attività specifiche di introduzione e motivazione all'apprendimento della Storia per i vari segmenti formativi, nonché di raccordo tra gli stessi
  • un curricolo specifico per affrontare il tema della Storia d'interesse locale o del locale nella Storia
  • prove di soglia, per definire in situazione le competenze in entrata e in uscita da un segmento all'altro, anche in ordine alla imminente (e auspicabile) definizione di standard nazionali.

Si richiede dunque un'ulteriore fase di lavoro (come minimo annuale), per poter mettere a punto il materiale da sottoporre poi a validazione in una sperimentazione allargata ai docenti interessati. Le condizioni ottimali per la prosecuzione del lavoro stanno ovviamente nel mantenimento del gruppo ristretto che ha effettivamente operato all'elaborazione del materiale, relatori compresi (da ridurre preferibilmente ad uno solo, per motivi di efficacia comunicativa).


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