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STATI GENERALI DELLA SCUOLA E DELLA FORMAZIONE 05 Nov. 2002 UDINE FIERA Intervento sul
tema: Ragazzi di altri Paesi nella scuola di oggi e di
domani. ISTRUIRE EDUCARE PROMUOVERE VALORIZZARE FORMARE CITTADINI FIGLI DEL LORO TEMPO UN COMPITO CHE LA SCUOLA HA SEMPRE AVUTO, MA UN COMPITO SEMPRE NUOVO, CHE SEGUE I MUTAMENTI DELLA SOCIETA’. LA SCUOLA OGGI, VIVE E CRESCE NELLA COMPLESSITA’ E NEL CAMBIAMENTO E DEVE CREDERE E INSEGNARE IL VALORE DELLA DIVERSITA’. LA SCUOLA È LO SPECCHIO DELLA SOCIETA’, MA NE È ANCHE ORIENTATRICE, GENERA PENSIERI E COMPORTAMENTI NUOVI. LA PRESENZA DI PERSONE DI ALTRI PAESI NELLE COMUNITA’, LA PRESENZA DI RAGAZZI DI ALTRI PAESI NELLA SCUOLA È UN CAMBIAMENTO AL QUALE E’ NECESSARIO RISPONDERE IN MODO NUOVO, PROFESSIONALE E INSIEME ALLE ALTRE ISTITUZIONI, ALLE FAMIGLIE, ALLA COMUNITA’ PERCHE’ LA SCUOLA PROMUOVE LA CITTADINANZA. LE PAROLE CHIAVE DI QUESTO RINNOVATO MODO DI OPERARE, SONO: CONOSCERE COMPRENDERE CONVIVERE
CONFRONTARE CONDIVIDERE… ……comunque
“CON” (…) Vorrei considerare in particolare la Condivisione: CONDIVISIONE
di: RESPONSABILITA’: Perché ASSUMERE RESPONSABILITA’ significa AGIRE con PROFESSIONALITA’, significa: IMPARARE, CONOSCERE, RISPETTARE, VALORIZZARE. Ø
Fondamentale
la FORMAZIONE, che deve essere ISTITUZIONALE E OBBLIGATORIA 1. Sono necessarie nella scuola, così come negli altri servizi FIGURE DI RIFERIMENTO PREPARATE E STABILI che FORMINO RETE e che OPERINO con una visione completa e articolata, che conoscano, studino e rendano esportabili progetti e modelli. Non è possibile che solo alcune persone di “buona volontà” si “facciano carico”. 2. E’ indispensabile formare gli insegnanti e gli educatori perché ad essi è affidato il compito di crescere le persone di domani, nel pensiero, nel futuro agire. Una società INTERCULTURALE è possibile se si cresce credendo nell’INTERCULTURALITA’. Ø Importanti LE ATTIVITA’ che permettono alle DIVERSE CULTURE di INCONTRARSI, CONOSCERSI E CONFRONTARSI. CONDIVISIONE di: PROGETTUALITA’: I progetti delle scuole di ogni ordine e grado, quelli degli Enti locali, delle Associazioni devono appartenere ad un PIANO TERRITORIALE, non si può rispondere con attività sporadiche e scollegate a questo cambiamento strutturale e in crescita. 1. Importante è FAR CONOSCERE questo piano
alle famiglie e così a tutta la comunità e chiamarle ad esserne PARTE ATTIVA, mantenendo una RISPETTOSA CHIAREZZA DI RUOLI. LA PRESENZA DEI GENITORI è fondamentale se si crede che il ruolo della scuola vada oltre la trasmissione dei concetti e se al centro viene messo l’allievo considerato come PERSONA. Per gli allievi stranieri, inoltre, che vivono fra due culture, due lingue, due vissuti, alla ricerca di un equilibrio tra la famiglia e il paese di origine, la scuola e il nuovo paese, questo scambio diventa VITALE, così come lo scambio con le altre realtà del territorio perché: Un genitore è anche lavoratore, fruitore di altri servizi , cerca casa, vuole conoscere la lingua italiana, vuole continuare a credere nel proprio Dio…
2. Questa progettualità
deve essere inoltre VALUTABILE, VALUTATA e quindi FLESSIBILE. A Spilimbergo Il progetto "Il mondo a scuola", è un progetto nato nell'anno scolastico 2000-2001, negli Istituti Superiori per rispondere alla presenza di allievi stranieri nella scuola e delle loro famiglie nella comunità. Tale progetto si inserisce in una vasta proposta formativa, rivolta a tutti gli allievi sui temi della Pace, della cultura di altri Paesi, della convivenza democratica fra i popoli …. Questo è il Progetto-rete, coinvolge tutte le scuole di ogni ordine e grado della città e di S: Giorgio della Richinvelda, gli Assessorati alla Cultura e Istruzione e ai Servizi sociali dei due Comuni, gli operatori e le Associazioni. Ad esso si è affiancato il Progetto “Gira gira mondo”, delle Materne ed Elementari del Circolo e la progettualità delle scuole medie. Si è formato così un TESSUTO PROGETTUALE, che è stato portato a conoscenza delle Istituzioni e delle famiglie, che permette di svolgere diverse attività in COMUNE, razionalizzando le risorse e con una visione non parziale, ma integrata. LE ATTIVITA’ COMUNI promosse, grazie a una Convenzione fra le scuole e al lavoro del Gruppo formato dai referenti delle diverse realtà, sono state diverse: 1. PROMOZIONE DEL COMITATO DEI GENITORI: che si è costituito nello scorso anno scolastico e ha operato soprattutto nella Festa int.le, ma che ha permesso ai genitori di numerosi Paesi di conoscersi e preparare insieme diverse iniziative, nella scuola e con la scuola; ma ha anche stimolato la costituzione di Associazioni di Comunità straniere e di genitori sul territorio. 2. SVOLGIMENTO della I FESTA INTERNAZIONALE: sul territorio, in un giorno scelto per sensibilizzare ai temi della multiculturalità la popolazione. 3. DEFINIZIONE di un PROTOCOLLO DI ACCOGLIENZA: che permetta agli allievi e alle loro famiglie, appena entrano nelle scuole, una risposta il più possibile compente e accogliente, e successivamente un lavoro di orientamento. 4. FORMAZIONE DOCENTE: o dei referenti, e di alcuni docenti che partecipano al Laboratorio di formazione interculturale integrata di II livello, a cura della Provincia. o Dei docenti di tutte le scuole che hanno seguito un Corso di aggiornamento “Scuola, tante culture”. NELLA SCUOLA SUPERIORE E’ necessario che venga garantita l’EFFETTIVITA’ DEL DIRITTO ALLO STUDIO a tutti. A scuola si ha la presenza di: § Ragazzi italiani che vivono in una comunità in mutamento e che vanno aiutati a coglierne il valore. § Ragazzi stranieri di 15 / 16 anni, quasi analfabeti nella loro lingua. § Ragazzi stranieri che nel loro Paese hanno frequentato scuole Internazionali Tutti sono adolescenti, alcuni dei ragazzi stranieri desiderano continuare gli studi, ma non conoscono il sistema scolastico italiano, altri sono figli di una cultura orale e non hanno mai usato un quaderno, nessuno di loro conosce la lingua italiana da trarne frutto nello studio, sono spaventati e a rischio di dispersione scolastica. Entrano nelle classi e aspettano, senza poter capire. Le risposte che vengono loro date, nella nostra scuola sono: ü La presenza di un’area di accoglienza per loro e per le loro famiglie che prevede: la visita alla scuola, la presenza di una persona che parli una lingua di contatto, la comprensione delle aspettative, un primo orientamento (questionario conoscitivo). Un lavoro di Presentazione alla classe con classe. ü Presentazione ai Consigli di classe della scheda allievo e della normativa che riguarda gli allievi stranieri: Percorsi individualizzati, Valutazione conseguente, etc….Adattamento degli obiettivi socio-affettivi. ü Contatti con le famiglie: accertamenti su comprensione effettiva delle comunicazioni. Colloqui (mediatore, volontari) ü Quando necessario Stage di orientamento e preparazione delle Passerelle in altri Istituti. Si prevedono anche stage nelle aziende, quando anche queste entreranno nella rete territoriale. ü Corsi di Italiano L.2, di matematica, di informatica, di …., finanziati dalla Regione, dalla Scuola. (non dal Fondo sociale, non dal Ministero per il Nr. Allievi.). ü Laboratori che potenziano lo star bene a scuola per tutti, che valorizzano le diversità, che portano alla conoscenza reciproca e al rispetto reciproco. (in classe, nell’Area di approf. o in altri spazi). ü
Progetti che
la scuola sviluppa sui temi della
DISPERSIONE SCOLASTICA, della CONTINUITA', della PACE …… Sono questi certamente strumenti utili, ma sono sufficienti a garantire agli allievi stranieri le stesse opportunità dei ragazzi italiani? Quanto tempo è necessario per mettere l’allievo nella condizione di conoscere la lingua italiana al punto da poter seguire le lezioni? 1 anno? E quanto è invece necessario per assimilare i numerosi linguaggi disciplinari? 3/4anni? Come può il ragazzo essere seguito dall’insegnante curriculare che riesce forse a “rubare” 5/10 minuti, ogni tanto, dei 50’ che ha a disposizione? E chi aiuta l’insegnante a capire quali sono le conoscenze pregresse dell’allievo? Quali obiettivi quindi porsi e come valutarli? Quando e come far sentire ai ragazzi la ricchezza dello star insieme, del confronto con le nuove culture piuttosto che un fittizio senso di superiorità basato sulla conoscenza dell’italiano? Come conciliare il "programma ministeriale" (i temi d'esame arrivano dal Ministero e sono per tutti uguali), con il rispetto di un percorso personale? Come vincere il disagio di un adolescente, ma lo stesso disagio lo prova il bambino delle elementari, il ragazzo delle medie, per dover fare cose diverse dagli altri, come fare a evitare che tale disagio si trasformi in rabbia? In abbandono scolastico? In delinquenza? (….) PEDAGOGIA INTERCULTURALE, DIDATTICA LABORATORIALE, CLASSI APERTE, PERCORSI INDIVIDUALIZZATI, CERTIFICAZIONI DI COMPETENZE .. Perché non siano episodici, frammentari, lasciati alla “buon senso” e alla “ buona volontà” Richiedono: UNA FORTE PROFESSIONALITA' LA SINERGIA CON IL TERRITORIO UN CAMBIAMENTO STRUTTURALE DELLA SCUOLA Una proposta: Una scuola ( non scuole di serie A e di serie B) sostenuta e valorizzata, in cui le diverse
discipline sono insegnate per Livelli, che non prevede classi chiuse, che
privilegia il lavoro in gruppi, che cerca continue collaborazioni per es.con Università (tirocinanti-facilitatori linguistici e …..), con le realtà lavorative del
territorio (stage di inserimento, formazione adulti etc.), una scuola che si stacca
dal "giudizio" per concentrarsi sulla "crescita". COMUZZI NICOLETTA |