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4. I NODI DEL DISCORSO

I punti nodali del discorso sono stati individuati dal gruppo di lavoro intorno a:

a. definizione di competenza

Per competenza intendiamo l'utilizzo consapevole di conoscenze in contesti di apprendimento specifici allo scopo di produrre nuova conoscenza o raggiungere un obiettivo dato. Si tratta cioè di una combinazione di conoscenze (sapere), di operatività (saper fare), di consapevolezza delle abilità e delle capacità che entrano in gioco (saper essere). Incentrare il lavoro di insegnamento apprendimento sull'individuazione delle competenze anziché su obiettivi, significa focalizzare l'attenzione sulle procedure, piuttosto che sul prodotto finale. Si sottolinea ancora che le competenze specifiche per l'apprendimento della Storia richiedono un notevole impegno sul versante delle operazioni logiche, trasferibili anche ad altri ambiti disciplinari: da ciò discende la difficoltà a programmare un percorso effettivamente adeguato allo sviluppo cognitivo dei bambini/preadolescenti/adolescenti, ma anche l'evidente valore formativo del percorso in questione. Nel presente progetto, le competenze vengono articolate nelle quattro grandi aree attinenti rispettivamente il piano
A. dello strumentario specifico (lessico, categorie interpretative, procedure fondamentali, uso delle fonti);
B. della dimensione critica, in particolare applicata all'uso delle fonti (individuazione dei problemi, formulazione e verifica delle ipotesi);
C. della formalizzazione degli apprendimenti della disciplina (rappresentazione in codici differenti, elaborazione testi in forma narrativa/descrittiva/argomentativa);
D. dell'utilizzo e reimpiego degli apprendimenti.

b. graduazione del lavoro sugli operatori specifici e loro collocazione nei vari segmenti di scuola

Dal confronto tra le esperienze e i materiali prodotti dai docenti, emerge che la costruzione e la collocazione degli operatori specifici risulta differente nei vari segmenti di scuola Ad esempio, elaborare quadri di civiltà può considerarsi competenza che rientra nell'ambito del reimpiego degli apprendimenti per il terzo/quarto anno, fa parte dello strumentario specifico che si va consolidando con l'alunno del quinto/sesto/settimo anno: a noi sembra che questa classificazione sia sostanzialmente corretta e, soprattutto, rafforzi il lavoro in verticale, creando opportune e costruttive discontinuità. Analogamente si possono considerare le riflessioni fatte sulla progressione evidenziata meglio successivamente per le competenze relative a

  • termini e concetti: dal riconoscimento (terzo e quarto anno) all'individuazione di tratti distintivi, anche per esclusione, (quinto, sesto, settimo anno) alla definizione e contestualizzazione (biennio secondaria);
  • riordino cronologico: dalla mescolanza delle operazioni di riconoscimento relazioni/mutamenti (primi due bienni) al riordino di processi (quinto, sesto, settimo anno) alla costruzione di grandi quadri di riferimento temporale (biennio secondaria);
  • tematizzazione: dalla ricerca e dal raggruppamento generici (terzo e quarto anno) alla classificazione (anno) all'interpretazione e traduzione in elaborazioni personali (biennio secondaria);
  • fonti: dalla classificazione (terzo e quarto anno) all'utilizzo (quinto, sesto, settimo anno) al riconoscimento e all'applicazione critica delle fasi della ricerca storica (biennio secondaria).

c. selezione ed organizzazione dei contenuti

Si rimanda in generale a quanto esposto sopra sui riferimenti normativi, tenuti presenti nelle indicazioni fornite dalla versione del 28 febbraio scorso. In particolare, si prevede largo spazio

  • nel primo segmento di formazione (primo - quarto anno) alla definizione di grandi quadri di civilità, utilizzando indicatori di vita materiale (alimentazione, trasporti, casa…) o socioeconomici (attività umane e organizzazione dei gruppi), alla forma comunicativa della descrizione, al confronto continuo con il presente, a semplici forme di problematizzazione;
  • nel secondo segmento (quinto - settimo anno) alla storia delle trasformazioni, generale e sistematica;
  • nell'ultimo (ottavo - nono anno) agli approfondimenti.

d. tipo di matrici di programmazione comune da adottare

Si rimanda al prodotto finale, precisando che gli indicatori sono scelti in ordine alla possibilità di evidenziare gli elementi di continuità tra un segmento formativo e l'altro.


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